Oct 042009
 

Durante questo viaggio abbiamo visto qualche nuovo aeroporto: Doha, Delhi, Khajouraho, Varanasi e Monaco.

Mi piace vedere aeroporti nuovi, Monaco si é subito guadagnata il secondo posto dopo Singapore.

Partire o arrivare in un aeroporto efficiente, pulito, con un sacco di opportunità per passare il tempo tra un volo e l’altro mi da un senso di sicurezza, ma i piccoli aeroporti, quelli a “gestione familiare” dove c’è un senso di sicurezza alla buona mi piacciono forse di piú.

 

 

 


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Oct 022009
 

Eccoci nella notte, su uno scassatissimo furgoncino, stiamo vagando per raggiungere l’aeroporto.

Gli stessi che ci hanno visti arrivare su un furgoncino simile, ora ci salutano, ma senza fazzoletto… non ce l’hanno! Sono gli “intoccabili” coloro che dormono sui marciapiedi, sotto i richau, dentro ai tuc tuc, sopra gli stessi caretti a quettro ruote che di giorno usano per trasportare qualsiasi cosa: sono i poveri che pullulano in ogni angolo d’India.

Questa notte a Delhi fa fresco, non si sente nemmeno l’inconfondibile profumo o odore di Asia.

Alla prossima avventura.

Grazie Karni, grazie Mahendra, grazie anche a Irshad, grazie India per averci dato la possibiltà di fare un’altra piccola avventura.

Tutti gli spostamenti di questo viaggio sono stati organizzati dall’efficientissimo Karni che potete contattare attraverso il sito http://www.indiakarni.it/ oppure il sito http://www.viaggioindia.com/

E’ un signore disponibilissimo che organizza viaggi personalizzati in tutta l’India, nel caso il viaggio passi da Jaipur è sempre lieto ad ospitare i propri clienti a cena a casa sua.

Bravo Karni!!!

Oct 012009
 

Ultimo giorno in India dedicato alla visita della capitale, ieri quando siamo arrivati eravamo troppo stanchi quindi abbiamo deciso di dedicare la giornata a spendere qualche soldo in cazzate a Cannought Place. Senza volerlo abbiamo fatto la scelta giusta perché oggi molti negozietti sono chiusi e le strade sono poco trafficate, altrimenti sarebbe quasi impossibile muoversi.


Per la visita usiamo un tuc tuc con autista che abbiamo “noleggiato” per l’intera giornata, di fatto é la scelta migliore: costa poco, passa ovunque nel traffico ed é più simpatico che una macchina; penso che la soluzione per il traffico e l’inquinamento in Italia sarebbe quella di andare in giro per le città in tuc tuc elettrici, la cosa sarebbe da studiare, io mi propongo come autista! Siamo stati fortunati: tra miglioni di autorisció abbiamo incontrato uno dei pochi tuc tuc driver a posto, una volta faceva l’autista per i tour come abbiamo fatto noi, ora per problemi fisici ha smesso.

Oggi é la festa della commemorazione del compleanno di Gandhi, come ho detto molti negozi sono chiusi, ci sono poche macchine in giro, ma i monumenti sono presi d’assalto dagli indiani che vengono dai paesi vicini per fare festa. Addirittura in un posto non siamo entrati perché c’era la fila e perché ci siamo rotti di pagare 25 volte il prezzo del biglietto per gli indiani, da qui ho pensato che uno straniero vale come 25 indiani.

Abbiamo iniziato dalla moschea dove non ci hanno fatto entrare perché avevo i pantaloni corti! Poi siamo andati al forte dove la cosa che mi é piaciuta di piú é stato che mi sembrava di riuscire a chiamare uno scoiattolo come si fa con i gatti.


Dopo il forte abbiamo pranzato da McD e via verso l’osservatorio astronomico all’aperto.
Raggiungiamo il Gate of India, una sorta di arco di triofo, la zona é molto bella, non sembra nemmeno di essere in India, dall’ordine e la pulizia che regnano, si vede che qua passano sempre presidente e ministri!


Dopo il Gate of India andiamo in un posto di cui non ricordo il nome, ma nel quale non entriamo per i motivi suddetti.
Il posto piú interessante é stato il Lotus Temple, una costruzione che da fuori potrebbe assomigliare alla Opera house di Sidney, é stata costruita grazie ai finanziamenti di una sorta di religione che ha fatto posti del genere in varie città del mondo in nome dell’unione delle religoni (appena torno a casa cerco il link a Wikipedia).


Poi passiamo alla Tomba di Humayun


Ed in fine al memoriale della pira funeraria di Gandhi


Si trova in un parco curatissimo, sarebbe stato bello passare qualche ora a polleggiare, ma é tardi e siamo distrutti quindi torniamo in hotel.
Come ultimo giorno in India é stato molto intenso.
Doccia mega, cena, rifacimento zaino e pisolino di due ore prima di andare in hotel.

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Sep 302009
 

Il secondo e ultimo giorno a Varanasi inizia prestissimo: sveglia alle cinque per poi andare in barca sul Gange.
La luce é molto bella, i ghat sono pieni di gente che si lava e prega; é incredibile che riescano a lavarsi i denti e a bere quell’acqua, ci finisce dentro di tutto, tra le barche ormeggiate abbiamo visto anche una mucca morta in putrefazione, l’atmosfera é intensa.


Prima di rientrare in hotel il tour prevede la visita a due templi dei quali peró non ci interessa niente.

Dal momento che questa sera dovremo prendere il treno notturno per Delhi, decidiamo di dormire fino a mezzo giorno, quando la camera deve essere liberata.

Dopo pranzo vaghiamo in tuc tuc nel caldo per la cittá; inizialmente ci fermiamo in una zona dove per lo piú ci sono laboratori dove si tesse la seta: a piano terra di ogni casa ci sono le macchine per tessere, proprio come succedeva da noi prima dell’avvento del Bangladesh, della Cina e dell’India stessa. Dopo in po’ che vagavamo a piedi per le viuzze e fotografavamo si é presentato il capo della “cooperativa”, che gestisce il lavoro nella zona, ovviamente ci ha invitato a casa sua per vedere i lavori finiti, alla fine della trattativa siamo usciti con cinque stole di seta da regalare; tutto sommato il prezzo era buono e ci é piaciuto stare un po’ al fresco dei ventilatori.
Ritorniamo sui ghat e ci dirigiamo verso quello dove avvengono la maggior parte delle cremazioni, ma non riusciamo ad avvicinarci troppo perché ci invitano a metterci in una zona piena di fumo, ma a noi non piace.

Dal momento che fa molto caldo ed é ancora presto ci facciamo lasciare in un centro commerciale dove passiamo un po’ di tempo seduti da McD a fare due chiacchere con calma ed al fresco.

Verso le cinque decidiamo di andare a recuperare gli zaini per poi avviarci verso la stazione.


Arrivati in stazione scopriamo che i posti che abbiamo prenotato non sono in classe SLEEPER, quella nella quale abbiamo passato un sacco di ore quattro anni fa, ma bensí in seconda classe dove c’è aria condizionata ed é pulito!


Qui ti danno addirittura coperte e lenzuola!

Il viaggio verso Delhi non é come ce lo aspettavamo: molto meglio, ma poco India.

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Sep 292009
 

Eccoci a Varansi, la città sul Gange dove si viene a purificare il proprio carma dai peccati di una vita oppure a morire per ottenere la moksha, oppure come facciamo noi: a vedere tutti quelli che vengono qui per fare quello che ho detto prima.

Arriviamo nel pomeriggio del 29 settembre in aereo, primo volo interno in India, dopo il check in all’hotel Surya prendiamo un tuc tuc che ci porta sui ghat.


A piedi ci avviamo verso il Dasaswamedh ghat dove alle sette di sera si tiene la puja.
Lungo tutto il percorso ci rompono i maroni per fare un giro in barca lungo il fiume, ma noi lo abbiamo già prenotato per l’indomani all’alba.
Camminare lungo queste scalinate che scendono nel fiume é incredibile, si vedono devoti che pregano, persone che si fanno il bagno, altri che si fanno radere barba e capelli a secco!


Verso il tramonto arriva un sacco di gente.


Prima delle sette ci troviamo un buon posto vicino al punto in cui si terrá la Ganga Aarti: la puja.
Assistiamo ai preparativi, ma all’inizio del rito ci rendiamo conto che la posizione non é il massimo e decidiamo di spostarci, mentre lo facciamo pianto un piede in una pozzanghera di melma, per fortuna che avevo deciso di mettere le scarpe!


Il momento della preghiera é travolgente, anche se da un lato potrebbe sembrare una roba per turisti, la presenza massiccia di indiani che prega e si fa traportare lo rende una esperienza vramente interessante.

Al termine della preghiera andiamo dal nostro autista di tuc tuc che ci aspetta, non vediamo l’ora di fare una doccia, la giornata é stata veramente calda e umida.

A cena ci concediamo una scorpacciata di schifezze da McDonald’s

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